I pensieri ossessivi possono diventare una trappola che si ripete all’infinito, consumando la nostra energia, serenità e gioia. Prendere consapevolezza e sperimentare anche attraverso la mindfulness ci può essere di aiuto nell’arginare questa situazione
Ogni giorno la nostra mente lavora, elabora, vive. Prova emozioni e raccoglie informazioni. Questo è un processo fondamentale per tutti noi che ci permette di trarre il massimo dalle esperienze.
Se però abbiamo difficoltà a staccare e ci ritroviamo a tornare costantemente sulle stesse preoccupazioni allora è tempo di capire cosa sta succedendo. Quando la ripetizione assorbe tutta la nostra attenzione e ci fa sentire stanchi o sopraffatti stiamo difatti vivendo gli effetti dei pensieri ossessivi.
Esistono alcune strategie che ci possono aiutare. Una tecnica utile da questo punto di vista è la mindfulness abbinata anche alla terapia cognitivo comportamentale.
Pensieri ossessivi e mindfulness: scopriamo di più
Le pratiche di consapevolezza ci aiutano a disinnescare il ciclo dell’ossessione. Sono possibilità preziose perché partono da un assunto. La nostra mente non è una nemica da contrastare e non dobbiamo ignorare ciò che sentiamo o proviamo.
Al contrario è importante che impariamo ad abbracciare tutte le parti di noi, pensieri ed emozioni, con la consapevolezza che noi non siamo loro. Non ci identificano e al tempo stesso non sono da scacciare o combattere.
Sono da accogliere e lasciare andare perché temporanee come le nuvole nel cielo. Solo allenandoci e imparando a relazionarci possiamo riportare la calma e coltivare il nostro benessere.
La mindfulness, o consapevolezza, è allora proprio la capacità di portare attenzione al momento presente in modo aperto, gentile e senza giudizio. Nel caso dei pensieri ossessivi il nostro primo istinto è quello di tentare di controllarli, eliminarli o evitarli.
La lotta interiore che intraprendiamo tende però solo a rinforzarli. È come se volessimo ingabbiare un leone furioso o uscire dalle sabbie mobili muovendoci fino allo stremo: più ci agitiamo, più tentiamo di reprimere, più la situazione e il nostro disagio peggiora.
Una strategia alternativa: l’approccio mindful
Da questo punto di vista la mindfulness ci offre un’occasiona unica per il nostro benessere emotivo: un approccio alternativo. Essa ci insegna a notare i pensieri ossessivi senza identificarci con essi. Ci aiuta a osservarli e poi lasciarli andare come se fossero nuvole. Ci insegna a vederli come eventi passeggeri, e non come verità assolute.
È come riscoprire di avere un meteo interno che – come quello classico – può essere osservato e accolto ma non ci definisce ed è temporaneo. Come avviene questo cambio di prospettiva che ci aiuta a gestire i pensieri ossessivi?
Tutto sta nell’iniziare a prendere consapevolezza e a coltivarla integrandola il più possibile nel quotidiano. Su questo fronte ci può allora aiutare il ricordare che i nostri pensieri non sono fatti. Quando ci troviamo di fronte a loro perciò facciamo un passo indietro.
Quello che pensavamo fosse un nemico minaccioso di frequente cambia forma. È una parola, un’immagine o una sensazione, non necessariamente ancorata alla realtà.
Al contrario potrebbe essere addirittura non essere nemmeno connessa con il presente. Potrebbe affondare gli artigli nel passato, in altri momenti o situazioni che ci hanno fatto stare male o temere per la nostra sicurezza e tranquillità.

Cosa possiamo fare nella pratica?
- Lasciamo andare il giudizio e pratichiamo l’autocompassione: pensiamo quel che pensiamo e va bene così. Stiamo affrontando questo momento di difficoltà e non c’è nulla di male
- Ritorniamo al corpo e al concreto. Proviamo esercizi di radicamento, grounding e di meditazione. Pratichiamo gli esercizi di respirazione consapevole.
- Prendiamoci cura di noi, diamoci tempo. Rallentiamo. Trattiamoci con gentilezza come faremmo con una persona cara.
- Ricordiamoci che per quanto sia difficile, tutto è temporaneo. I pensieri anche quelli ossessivi sono passeggeri, scomodi a volte, ma dal tempo limitato.
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