Procrastinazione: smetti di rimandare con la self compassion

BySantina Calì

22 Luglio 2025

Adesso no, magari dopo. E quando quel dopo arriva, ancora un attimo. Adesso non ce la faccio, ci penserò più tardi. Più tardi che diventa a volte mai. È una scena in cui ti ci rivedi? Siamo in tanti a fare i conti con situazioni del genere e soprattutto a chiederci: come posso superare la procrastinazione. Parliamone insieme.

Superare la procrastinazione è una sfida con cui molti di noi si confrontano. Ciò vale nella vita di tutti i giorni e ancor di più nei momenti di maggiore stress o insicurezza.

Rimandiamo un compito, posticipiamo una decisione o evitiamo un confronto perché ci sembra ci dia un sollievo immediato. Nella realtà dei fatti invece non è così. Quella strategia che ci attraeva così tanto diventa un’arma a doppio taglio.

Questo perché nel lungo termine aumenta la nostra ansia e mina la fiducia in noi stessi. C’è un pregiudizio diffuso attorno a questo tema, attorno al superare la procrastinazione.

Molte persone credono infatti che per smettere di procrastinare servano solo forza di volontà e disciplina. A ben vedere però un ingrediente spesso trascurato — ma fondamentale — è l’autocompassione: la self compassion.

Foto di Magnet.me su Unsplash

Perché procrastiniamo?

La procrastinazione è molto più di una semplice pigrizia. Dietro questo comportamento troviamo di frequente:

  • La paura di sbagliare,
  • Il perfezionismo eccessivo,
  • L’insicurezza sulle nostre capacità,
  • L’ansia da prestazione.

Quando un’attività ci mette in difficoltà, il nostro cervello cerca di evitarla per proteggerci dallo stress. Questo però sia nel breve sia nel lungo termine ci danneggia perché crea un circolo vizioso.

Più rimandiamo, più cresce il senso di colpa e la difficoltà ad agire. Più aspettiamo e più cresce la paura e la convinzione di non potercela fare, di non essere all’altezza della situazione che via via diventa sempre più complessa.

L’autocompassione ci aiuta a superare la procrastinazione

Essere gentili con noi stessi vuol dire darci l’occasione di creare uno spazio emotivo più sicuro da cui ripartire. Non ha nulla a che vedere con il giustificare il rimandare o il fornirci delle scuse.

Come possiamo fare all’atto pratico?

  • Accogliamo senza giudizio. Partiamo dal riconoscere la presenza di questa difficoltà attuale. In questo momento stiamo procrastinando, stiamo facendo fatica. Non siamo pigri e soprattutto non sarà così per sempre.

Semplicemente in questo momento abbiamo bisogno di darci tempo e spazio per capire qual è il problema più profondo. Che cosa ci impedisce davvero di agire? Perché stiamo rimandando? Cosa temiamo avvenga?

  • Ripartiamo dai passi minuscoli

Spezziamo il compito nelle sue fasi più piccole. La compassione ci insegna a non pretendere tutto subito. Anche una piccola azione conta.

  • Iniziamo con 5 minuti e compiti facili. Stabiliamo un timer e poniamo l’attenzione solo sul compito che abbiamo scelto per un breve tempo. Non focalizziamoci sull’intero quadro. Il nostro obiettivo è unicamente quello di portare a termine quell’attività che abbiamo individuato.

Ricordiamoci che spesso è iniziare la parte più difficile. A mano a mano che avanziamo, cresce la nostra soddisfazione e di riflesso la motivazione a continuare. A tal proposito, visualizziamo il sollievo dopo aver agito. Immaginiamo come ci sentiremo una volta terminato.

Se ci aiuta stabiliamo anche una piccola (o grande) ricompensa che ci daremo quando avremo concluso. Può essere qualcosa di materiale ma anche di immateriale come una pausa rigenerante, una passeggiata, una coccola di benessere.

Promemoria gentile per noi stessi

Ricordiamoci che non stiamo cercando la perfezione né la produttività costante e immutabile. Superare la procrastinazione ci permette di allenarci a trovare e utilizzare strategie più funzionali ed efficaci.

Strategie che ci sostengono con gentilezza perché non aggravano la nostra ansia anzi lavorano a sostegno del nostro benessere psicofisico.

Anche e soprattutto nei momenti in cui facciamo fatica. La prossima volta che stiamo per rimandare, proviamo a chiederci:

  • Come posso aiutarmi adesso?
  • Nel lungo termine agire così mi farà stare meglio o sarà solo un sollievo temporaneo?

La risposta potrebbe sorprenderci per la sua semplicità ed efficacia.

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